Educazione dei sensi: alleniamo la vista con i raggi di colore!

L’educazione dei sensi, formando uomini osservatori, non compie solo un ufficio generico di adattamento all’epoca presente della civiltà, ma ancora prepara direttamente alla vita pratica.

La scoperta del bambino

Con queste parole di Maria Montessori voglio iniziare a raccontarvi la riflessione che mi porta a scrivere qui su Occhicielo e che ha dato l’avvio al progetto di cui vi parlerò oggi, il cui cuore pulsante è esattamente nell’educazione dei sensi e negli effetti straordinari che questa può avere sullo sviluppo delle nostre capacità di ragionamento, nonché della nostra intelligenza emotiva.

 

La stanza sensoriale di Occhicielo

Nel mese di ottobre, mi ha scritto una dolcissima insegnante di scuola primaria – che non nomino per questioni di riservatezza, ma che voglio ringraziare per aver voluto condividere con me il suo progetto e le sue riflessioni – chiedendomi dei suggerimenti per l’organizzazione di una Stanza sensoriale che aveva intenzione di realizzare presso la sua scuola.

La delicata email che mi ha inviato mi ha molto lusingata, perché mi dice tanto sulla bella sensibilità del pubblico di Occhicielo, una sensibilità che è per me tra i principali stimoli nella ricerca costante di quella qualità di contenuti e proposte che desidero per questo blog.

La fierezza e l’interesse provati hanno aperto facilmente la strada alle riflessioni, che ho subito condiviso con Claudia Spiga, mente e mano dei nostri ultimi laboratori creativi A volte mi sento e mio punto di riferimento indispensabile per lo sviluppo di attività con approccio montessoriano.

E poiché quando le idee si espandono i risultati sono sempre molto soddisfacenti, eccomi qui a presentarvi il primo laboratorio della Stanza sensoriale di Occhicielo!

Il titolo che gli abbiamo dato è anche il nome dello strumento che, con l’aiuto di Claudia, realizzeremo, cioè le “Spolette di colore”. Una attività dedicata al senso della vista, che vuole essere anche la nostra proposta per cominciare ad allenare insieme i sensi e la mente, così inestricabilmente uniti nell’esperienza che facciamo del mondo.

Nei prossimi mesi, continueremo con gli altri quattro sensi in un ordine e con delle attività che vi lasceremo scoprire volta per volta, ma sempre pensate per essere vissute insieme, grandi e piccini, a casa o a scuola o dovunque ci sia voglia di sperimentare emozioni e sensazioni.

 

Spolette di colore: le tonalità del mondo

di Claudia Spiga

Prima e durante l’infanzia il bambino allena la vista nel riconoscimento dei diversi colori. Successivamente e fino all’età adulta, gli esercizi cromatici sono invece utilissimi per allenare la vista alla percezione delle differenze di tonalità, luminosità e saturazione.

Basti pensare a un pittore o a un grafico, la gamma cromatica su cui lavorano richiede un occhio allenatissimo nel riconoscimento e nella restituzione dei colori. Un allenamento che, se fatto fin da bambini, non solo torna utile come competenza da usare in ambito professionale, ma, soprattutto, esercita la capacità di ragionamento “sensibile” dell’essere umano abituandolo a cogliere le minime variazioni e differenze tra oggetti apparentemente uguali e aprendo a un mondo di scoperte preziosissime.

 

Cogliere le sfumature di colori e parole

Nel laboratorio che vi propongo qui, ci dedicheremo alla costruzione di un materiale fondamentale per fare proprio questo allenamento tanto importante: le spolette di colore. Un materiale ideato da Maria Montessori per la sua Casa dei bambini e originariamente realizzato in legno con le spolette dei fili per tessere, ma – ancor prima – una magnifica esperienza di colori, osservazione e ragionamento!

Più tonalità realizzeremo, più avremo modo di stimolare la nostra attività logica: per ricondurre ciascuna a un colore più comune, o per associarla a degli elementi della natura, per riconoscere al suo interno la combinazione di colori da cui nasce o per trovarle un nome che la descriva per noi e per gli altri.

A questo proposito, vi posso già anticipare, che uno degli aspetti più divertenti di questo laboratorio sarà legato proprio alle parole che useremo: ci renderemo subito conto infatti di quanto sia soggettivo il nome che diamo ai colori.

Quello che a noi potrà sembrare indiscutibilmente blu al nostro amico apparirà altrettanto certamente viola, la spoletta rossa che gli chiederemo di passarci sarà scambiata molto probabilmente con quella arancione, per non parlare di quando gli mostreremo il bel tono di marrone che abbiamo appena ottenuto e lui lo definirà senza esitazioni un magnifico verde.

 

Tutto pronto per le spolette di colore!

Per questo laboratorio ho scelto un materiale facilissimo da reperire e manipolare, il cartone, così, per lavorarlo, non avremo bisogno di attrezzi troppo insoliti o professionali. Con questa materia prima e poco altro potremo realizzare le nostre personalissime spolette di colore nella quantità e nelle varianti di tonalità che più ci aggradano: non c’è bisogno di farne tantissime, questa attività sarà comunque creativa e rimarrà un importante strumento di osservazione. Se poi dovessimo appassionarci, in futuro potremmo sempre ampliarne la gamma!

Prima di guidarvi nella realizzazione ho solo un’ultima cosa da dirvi: per i bambini tra i 6 e i 9 anni la costruzione delle spolette potrebbe risultare complessa, ma niente di insormontabile con l’aiuto di un adulto al loro fianco. La soddisfazione di usare un materiale costruito con le proprie mani vale la sfida!

Siete pronti?

Scarica gratuitamente il laboratorio creativo Spolette di colore!

 

 

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About the author

“Perché sono nato?” È questa La grande domanda che si pone Wolf Erlbruch. La risposta che ho trovato per me è: per vivere e condividere emozioni. Ho scoperto che non c’è strumento migliore delle parole per raggiungere un obiettivo tanto ambizioso. Forse è per questo che le ho scelte per la mia professione. Tra le parole vivo, tra le parole lavoro, tra le parole navigo. Per scoprire, per trasmettere, per raccontare e aiutare a raccontare, esperienze, saperi e storie.

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