Emozioni in arte: la creatività a scuola

Tutti i bambini sono degli artisti nati.

A dirlo ad alta voce è stato Pablo Picasso. Ma scommetto che a chiunque sarà capitato almeno una volta nella vita di pensarlo, mentre guardava la creazione di un bambino, a bocca aperta per la meraviglia. Di sicuro è successo a me. Quando ho percorso i corridoi e il salone della Scuola dell’Infanzia Carlo Collodi, a Milano 2, che per due anni hanno accolto mia figlia Norma e che, in occasione della festa di fine anno, si sono trasformati in una vera e propria galleria d’arte per artisti da 3 a 6 anni.

Le maestre, con il supporto indispensabile dell’Associazione genitori di Milano 2, hanno deciso di fare a noi genitori questo regalo! E a dire il vero hanno avuto un bel da fare nel selezionare, organizzare e mettere in mostra l’enorme produzione artistica dei nostri bambini. Del resto, c’era da aspettarselo: quando ne hanno l’occasione i piccoli sanno essere molto generosi in fatto di arte ed emozioni. In quantità e qualità.

 

Emozioni in arte verso la crescita

È così che il percorso tematico di quest’anno, “Emozioni in arte”, si è trasformato in una esperienza speciale un po’ per tutti.

Per i bambini in primis, che hanno avuto la possibilità di esprimere la propria creatività attraverso il linguaggio artistico – a loro così congeniale – e di usarlo per scoprire qualcosa in più anche di sé stessi e di chi li ha accompagnati durante tutto l’anno scolastico.

Ma Emozioni in arte si è rivelato un percorso importante anche per le insegnanti – come loro stesse hanno spiegato a tutti noi – perché hanno potuto sperimentare con i piccoli tante tecniche pittoriche diverse e tutte dalle straordinarie potenzialità espressive, strumenti preziosi nel non facile compito di accompagnarli verso alcuni tra i più intensi obiettivi individuati dalle Indicazioni nazionali, quegli obiettivi che prendono il nome di autostima, sicurezza negli affetti, cura delle relazioni, autonomia.

Infine, ma non per ultimo, il percorso Emozioni in arte ha rappresentato molto anche per noi genitori, perché abbiamo potuto partecipare al cammino fatto dai nostri piccoli, alle loro scoperte, alle competenze che hanno acquisito, ai sentimenti che hanno provato.

 

Emozioni in arte per partecipare alla crescita

Per me è stato così. Mentre guardavo i tanti autoritratti, in bianco e nero o multicolore, immaginavo tutti questi piccoli e meravigliosi esseri umani guardarsi allo specchio, intenti a cogliere i particolari del proprio viso e di quello dei compagni che avevano accanto. Li immaginavo guardarsi intorno e scegliere l’amico più caro da disegnare con sé nel proprio disegno, per imprimere anche sulla carta l’intensità di una relazione che già a questa età può essere profonda come da grandi, o forse di più. Con lo sguardo immerso nell’enorme  tela “sgocciolata”, realizzata insieme, li immaginavo imitare Pollock con il pennello zuppo di colore mentre schizzavano il mondo attorno a loro.

 

Emozioni in arte per scegliere dei modelli a cui aspirare

Modigliani, Kandinsky, Mirò, Van Gogh, modelli importanti con la cui bellezza i nostri bambini hanno potuto confrontarsi, vivendoli come una fonte di ispirazione da reinterpretare e arricchire della propria creatività. Modelli non solo di pittura, ma anche di impegno, studio, coraggio intellettuale, di passione.

E tutto intorno a loro, a creare un raccordo di colori e forme e tecniche da sperimentare, le variopinte immagini di Hervé Tullet, tra ingorghi, puntini, cerchi, mescolanze, realizzate da soli o tutti insieme su enormi fogli da condividere alla scoperta del gruppo e delle sue potenzialità.

 

Emozioni in arte per creare bellezza

Ma adesso basta con le parole. Voglio dare voce a queste immagini che parlano da sole. Con l’augurio che  le creazioni realizzate dai bambini della Collodi possano essere per noi “grandi”, per tutti noi grandi, una occasione di riflessione sempre più approfondita su quanto l’arte e la cultura siano capaci di arricchire le nostre vite, anche quando abbiamo tra i 3 e i 6 anni.

Perché mostrare ai bambini di quanta bellezza è capace l’essere umano, di quanta bellezza sono capaci loro, li aiuterà a costruire un’umanità più consapevole, meno indifferente, più “umana”!

 

Emozioni in arte in immagini

We are the world, we are the children
We are the ones who make a brighter day.

Mi è sembrato che la musica e le parole di We are the world, pur risalendo agli anni Ottanta, fossero più che mai indicate e attuali per accompagnare queste splendide immagini.

I bambini possono insegnarci tanto su come costruire giorni più “brillanti”, perché non provare a dargliene la possibilità ascoltandoli e facendoli sentire utili e importanti?

 

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About the author

“Perché sono nato?” È questa La grande domanda che si pone Wolf Erlbruch. La risposta che ho trovato per me è: per vivere e condividere emozioni. Ho scoperto che non c’è strumento migliore delle parole per raggiungere un obiettivo tanto ambizioso. Forse è per questo che le ho scelte per la mia professione. Tra le parole vivo, tra le parole lavoro, tra le parole navigo. Per scoprire, per trasmettere, per raccontare e aiutare a raccontare, esperienze, saperi e storie.

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