I laboratori creativi di Verdolina scopre il mondo

Mentre sono qui a rileggere e organizzare i laboratori creativi di Verdolina scopre il mondo, per presentarveli per la prima volta tutti insieme, c’è una parola che emerge tra le altre nella mia mente, ed è “sorpresa”.  Una parola, una emozione, una piccola riflessione intorno al ruolo che svolge nell’apprendimento, che vorrei condividere con voi.

 

Leggendo Verdolina ad alta voce…

Era novembre, quello appena trascorso, un novembre che non dimenticherò! Del resto, come potrei? Ci sono esperienze che si imprimono dentro di noi in un modo così profondo, da diventare parte di ciò che siamo proprio come la nostra pelle. Restano lì, pronte a saltar fuori al minimo richiamo di un pensiero per inondarci nuovamente delle emozioni che hanno suscitato in noi.

Ed eccole qui le emozioni che ho provato! Non vogliono saperne di restare nella mia mente. Spingono sulle mie labbra e le trasformano in un sorriso, e non contente spingono ancora, diventano energia nelle mie dita e la trasformano in queste parole.

Era un sabato, il 24 novembre 2018, ero in una biblioteca, quella piccola e curata del comune di Zelo Buon Persico, non ero sola: alle mie spalle, la mia amica Verdolina, davanti ai miei occhi, tanti piccoli visi attenti e curiosi.

Visi “piccoli”, visi di bambini tra i 3 e i 6 anni, tutti fissi su di me e pronti ad ascoltare le avventure di Verdolina scopre il mondo, pronti per un Fantastico viaggio nel mondo delle emozioni!

Laura li aveva invitati lì, come ogni sabato, per una lettura ad alta voce di un libro. Perché lei, Laura Antonini, che con i bambini ci lavora da decenni come educatrice, come responsabile dell’associazione Il girotondo e come curatrice del progetto Nati per leggere a Zelo Buon Persico, lo ha visto innumerevoli volte quanto fanno bene i libri ai bambini!

Vi siete mai trovati di fronte a dei piccoli visi attenti? Se siete degli insegnanti o degli educatori sapete bene di cosa parlo: è uno spettacolo unico, farcito di fiducia, curiosità, divertimento e di tanto altro che fatico a mettere in parole senza allontanarmi troppo da quello che vi voglio dire.

 

…ho compreso lo stupore…

E quello che vi voglio dire è che l’ho capito. Ho capito perché lo stupore è così importante per l’attenzione e per l’apprendimento.

In quanto al saperlo, lo sapevo. Lo avevo letto molte volte e, non per caso, lo avevo anche studiato approfonditamente nel mese di ottobre, durante il corso EsaC che ho frequentato su invito di uno dei miei mentori, Diego Ingrassia, presso la I&G Management, finalizzato all’acquisizione e al miglioramento delle competenze emotive personali.

Proprio Diego – che vi ho già presentato qui sul blog Occhicielo – con riferimento al metodo elaborato da Paul Ekman, di cui la sua società è rappresentante in esclusiva in Italia e lui stesso uno dei massimi esperti nel nostro paese, mi aveva spiegato che ciascuna delle sette emozioni universali individuate da Ekman ha una funzione specifica.

Sapete qual è quella dello stupore? Focalizzare l’attenzione.

Occhi spalancati, bocca aperta, per pochi istanti questa bellissima emozione ci immobilizza, tutta la nostra attenzione è lì, sull’oggetto che ci ha sorpreso. Che sia una cosa, una persona, una frase, un esperimento, qualsiasi “oggetto”, se ha suscitato il nostro stupore ha attirato anche la nostra completa attenzione e, con ogni probabilità, si è impresso in profondità nella nostra mente.

 

…perché  l’ho letto sul viso dei bambini!

I bambini sono i maestri assoluti dello stupore. Quegli occhi aperti fissi sul mio viso, quelle bocche spalancate in un cerchio che subito dopo si aprono in un sorriso, quelle labbra che poi articolano domande e riflessioni e analogie con le loro giovani esperienze… ditemi come potrei dimenticarle!

Ammesso che volessi farlo naturalmente. E io non ci provo nemmeno: quello stupore, quella attenzione me li voglio ricordare, perché se intendo continuare a scrivere storie che si lascino ricordare, che siano capaci di trasmettere il loro senso profondo, devo trovare il modo di stupirli i miei piccoli lettori, di meravigliarli e sorprenderli.

 

Scrivendo Verdolina scopre il mondo…

Mentre scrivevo la storia di Verdolina, non mi era chiaro il ruolo determinante che la mia fantasia stava assegnando alla sorpresa. È stato solo dopo molte riletture che ho cominciato a capirlo, ed è stato solo dopo aver cominciato a leggere questa storia ai bambini che l’ho compreso pienamente.

E invece, durante il suo viaggio sulle ali del Vento, la mia curiosa amica verde si sorprende tante volte: per una voce di cui non comprende subito la provenienza, per un animale sconosciuto che si infila sotto un sasso, per un colore brillante che compare sulla sua stoffa, per un arcobaleno che in pochi istanti si staglia davanti ai suoi occhi proprio dove un attimo prima c’era solo il cielo.  

Verdolina, come i bambini, guarda tante delle cose del mondo per la prima volta e se ne lascia stupire, e dedica loro tutta la sua attenzione. Quelle “cose” la ricambiano imprimendosi sulla sua stoffa come tracce di una esperienza di crescita e di maturazione, che contribuiscono a formare ciò che lei sente di essere, la sua identità.

 

…ho capito che lo stupore è uno strumento potente!

In questi ultimi due anni di letture e di studio e di collaborazioni stimolanti mi sono sempre più convinta che lo stupore è uno strumento potente per entrare in contatto con i bambini. Il linguaggio della meraviglia è il loro linguaggio, attraverso cui l’ignoto diventa noto, attraverso cui apprendono e, apprendendo, insegnano qualcosa anche a noi.

E lo stupore, anche di questo sono certa, affonda le sue radici nella creatività, delle persone, ma anche della natura, delle cose del mondo. È per questa precisa convinzione che quando con Alessia de Falco, del Portale bambini che molti di voi conoscono, abbiamo pensato a dei laboratori da proporre prendendo spunto dalle avventure di Verdolina, l’aggettivo su cui ci siamo trovate immediatamente d’accordo è stato “creativi”.

 

Scarica gratuitamente i nove laboratori creativi di Verdolina

Laboratori creativi, dunque, sono le nove attività che io e Alessia, Occhicielo e Portale Bambini, insieme, abbiamo articolato e sperimentato con i nostri bambini per stimolare la loro fantasia e creatività e suscitare in loro stupore e desiderio di condividere emozioni e sensazioni.

Nove piccole esperienze fatte di colori, materiali, di sorprese e dialogo, per trarre dalle avventure della mia giovane tovaglia verde esperienze personali e condivise tra grandi e piccoli.

Qui sotto potrete scaricarli gratuitamente in unico file, per sperimentarli e sperimentarli ancora con i vostri piccoli e, se vi va, per condividere con noi la vostra esperienza!

Se non hai ancora acquistato Verdolina scopre il mondo…

About the author

“Perché sono nato?” È questa La grande domanda che si pone Wolf Erlbruch. La risposta che ho trovato per me è: per vivere e condividere emozioni. Ho scoperto che non c’è strumento migliore delle parole per raggiungere un obiettivo tanto ambizioso. Forse è per questo che le ho scelte per la mia professione. Tra le parole vivo, tra le parole lavoro, tra le parole navigo. Per scoprire, per trasmettere, per raccontare e aiutare a raccontare, esperienze, saperi e storie.

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